+39 0813655697
info@otomed.it

Blog

Corso di II livello – L’apparato vestibolare e le sue patologie –

L’APPARATO VESTIBOLARE E LE SUE PATOLOGIE: DALLA DIAGNOSI ALLA TERAPIA – Torchiara (SA) – 28/30 Settembre 2017 

La vestibolopatia da danno periferico (labirintico) o centrale (cervelletto, tronco encefalico) riveste un ruolo prominente
nell’attuale scenario sanitario sia per la patologia in sé, sia per il significato che la stessa patologia può avere
in senso prognostico: è noto che, a prescindere dalla causa, i soggetti vestibolopatici hanno il doppio di probabilità di
sviluppare infarto miocardico o ictus cerebri rispetto a soggetti sani nel corso dell’anno successivo all’ evento.
Il corso si propone di fornire allo specialista le conoscenze di base relative ai disturbi dell’equilibrio, all’ iter
diagnostico ed al trattamento farmacologico e rieducativo.
Nello specifico il corso ha l’obiettivo di:
 - fornire le conoscenze di base relative alla fisiologia ed alla patologia del sistema dell’equilibrio nell’uomo;
 - consentire la corretta individuazione del paziente con disturbi dell’equilibrio acuto e cronico;
  - consentire la diagnosi differenziale tra lesione periferica e lesione centrale;
  - fornire gli strumenti per una corretta gestione terapeutica e/o rieducativa.

Docente e responsabile scientifico del corso Dott. Vincenzo MARCELLI
Dirigente Medico, Diagnostica Audiologica e Vestibolare
ASL NA1, P.O. San Giovanni Bosco, DSB 30 - Napoli
UNINA Federico II - Napoli

						

LA VERTIGINE PAROSSISTICA DA POSIZIONAMENTO BENIGNA

La nuova edizione del corso su “Vertigine Parossistica da posizionamento benigna” si terrà in una location di Napoli unica nel suo genere, l’Eremo dei Camaldoli. Vi aspettiamo mercoledì, 10 Maggio.

Per Info e Iscrizione: http://www.otomed.it/antonio-giglio/   oppure   www.diapoeventi.it

Aggiornamento su Acufeni e Vertigini

La nuova edizione del corso su ACUFENI e VERTIGINI si terrà in una location di Napoli unica nel suo genere, l’Eremo dei Camaldoli. Vi aspettiamo sabato, 4 Marzo.

 

Mai prestare i tuoi auricolari a un’altra persona

Gli auricolari possono essere fonte di infezione.

L’uso comune di prestare i propri auricolari a un amico, un parente o un’altra persona che ne abbia bisogno per telefonare o per ascoltare un audio potrebbe rivelarsi una cattiva idea

A rischio di passare per antipatici, in molti casi è meglio che ognuno usi i suoi. Perché? Perché, secondo la dott.ssa Kelly Reynolds dell’Università dell’Arizona, gli auricolari spesso sono un crogiolo di batteri che poi si possono passare da persona a persona, infettandosi e potenzialmente danneggiare anche l’udito.

Colpa del cerume, ma non solo
Non c’entra necessariamente l’igiene personale, infatti il cerume che si forma all’interno del condotto uditivo è un processo naturale: serve proprio per difendere l’orecchio dagli agenti esterni. Solo che però, proprio nel cerume, si fermano spesso batteri e altri agenti potenzialmente patogeni. Così quando ci si infilano gli auricolari può accadere che vi restino attaccate particelle di cerume, con magari i suoi sgraditi ospiti. Se dunque nel cerume vi possono essere batteri che ne sono rimasti intrappolati e gli auricolari non vengono puliti con attenzione, questi si possono trasmettere ad altre persone. Ma non è soltanto il cerume che può trasportare i batteri, è anche la cura che abbiamo degli auricolari: se per esempio li teniamo in una tasca, una borsa o uno zainetto sporchi, va da sé che anche qui si possono infettare.

Stafilococco e Company
Nelle nostre orecchie, insieme al cerume, vi è una flora batterica piuttosto variegata. «La ricerca ha dimostrato che la flora microbica dell’orecchio di solito è costituita da pseudomonas, stafilococco e streptococco», spiega la dottoressa Reynolds. Ma questo non deve spaventare perché tutti, chi più chi meno, portiamo addosso questi batteri. Il problema, semmai, diviene tale se questa popolazione aumenta a dismisura proprio come avviene in caso d’infezione. «Gli studi hanno dimostrato che gli auricolari causano un aumento dei batteri nelle orecchie di 11 volte». E così, come ricorda l’esperta, quando infiliamo gli auricolari nelle orecchie si raddoppia la flora batterica presente e si introducono nuovi batteri – il che può essere assai dannoso. Gli auricolari, poi, favoriscono il formarsi di calore e umidità all’interno dell’orecchio, che è il terreno ideale per la proliferazione di batteri e funghi.

Che fare?
Per evitare il rischio di infezioni, o anche la comparsa di pustole interne, è fondamentale l’igiene degli auricolari, che devono essere puliti e disinfettati regolarmente. Inoltre, quando non si usano, è bene tenerli in un contenitore che li protegga dal contatto con superfici contaminate. E, infine, è meglio che ognuno usi i suoi.

Fonte: Salute.it

Spianto 3on3 – Cercola

E’ in arrivo la terza edizione dello Spianto 3on3
Un occasione unica per divertirsi e confrontarsi nella pallacanestro!
Maschile: Categorie under 18 (classe 97 in giù) – Categoria over 18 (classe 96 in sù)
Femminile : unica categoria
Il torneo si svolgerà Domenica 5 Luglio. A ogni partecipante sarà assegnata la casacca ufficiale del torneo.
Per la riuscita dell’ evento si ringrazia il Comune di Cercola. La terza edizione dello Spianto3on3 sarà accompagnata da un Dj che, a tempo di musica elettrizzerà la nostra giornata accompagnato da uno Speaker che commenterà le azioni salienti del torneo, il tutto immortalato con la presenza di un fotografo ufficiale.
Il torneo sarà accompagnato da numerosi premi , anche per i giocatori non fortunati sarà prevista una premiazione all’ insegna del divertimento , ricordiamo : il giocatore più simpatico, quello più bello e così via!
Vi aspettiamo 5 luglio.

Vietato mancare!

Se il supereroe ha una protesi all'orecchio. Blue Ear e Sapheara

Anthony è sordo rifiuta l’apparecchio acustico. La mamma chiede aiuto alla Marvel che gli dedica un nuovo supereroe, «Blue ear».

Anthony Smith, quattro anni, fan sfegatato di libri a fumetti, è sordo dall’ orecchio destro e da quello sinistro quasi non ci sente. Il bambino del New Hampshire si rifiuta di mettere l’apparecchio acustico, che ha ribattezzato «Blue Ear» (orecchio blu) – dal colore della speciale protesi -, perchè «neppure i supereroi lo fanno». Così, dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto per aiutare il figlio, la mamma di Anthony decide di chiedere aiuto alla Marvel. La risposta è stata una sorpresa.

Orecchio blu - La vicenda del piccolo Anthony Smith ha commosso la blogosfera: il bambino quell’apparecchio acustico proprio non se lo vuole mettere, gli dà fastidio. E poi, nemmeno gli eroi dei fumetti per cui stravede li indossano. Come dargli torto? Tuttavia, a breve dovrà andare a scuola e abituarsi alla protesi. La madre,  le prova tutte – senza successo. Disperata, decide infine di scrivere una mail alla Marvel Comics, la casa editrice che nella sua galassia di supereroi annovera Spiderman; Hulk, Iron Man. Chiede aiuto. E pronta arriva la risposta. Dopo qualche giorno nella cassetta delle lettere trova un’immagine di «Hawkeye». «Occhio di Falco», infatti, è già un personaggio noto nei fumetti della Marvel. Risale al 1984 e in una delle strisce lo si vede indossare proprio un apparecchio acustico dopo aver perso l’udito a causa di un’esplosione.

Nuovo eroe - Forse questo gesto sarebbe bastato per convincere il bambino audioleso a mettersi finalmente l’«orecchio blu». Marvel, però, fa di più: il giorno seguente c’è di nuovo posta. Il mittente: ancora la famosa casa di fumetti. E stavolta c’è la striscia di un nuovissimo personaggio: «Blue Ear»,  Anthony vede l’albo. Il giorno dopo si alza e mette l’apparecchio all’orecchio. In fondo, lo fanno anche i supereroi, ovviamente ora non vuole più togliersi la protesi e la sua mamma è felicissima.

Blue Ear non è più solo. C’è una ragazza ad affiancarlo, supereroina e, come lui, con una disabilità uditiva. Si chiama Sapheara, non ha un apparecchio acustico esterno come Blue Ear, ma un impianto cocleare. Lottano contro il male in un albo di Ironman, altro supereroe che qualche problema lo vive, visto che ha una malformazione cardiaca. La Marvel non è nuova a personaggi che lanciano un messaggio sociale: Devil è una persona cieca, che ha sviluppato straordinariamente gli altri sensi; il professor Xavier, capo degli X-Men, è uno scienziato che si muove grazie a una carrozzina e ha sviluppato eccezionali poteri della mente.

I limiti sono fatti per essere superati.

Hai orecchio per guidare?

Mai sottovalutare i problemi dell’udito, che, insieme a quelli della vista, causano un incidente stradale su tre.
Più di un italiano su dieci non ci sente bene. E questo ha non poche ripercussioni sulla sicurezza stradale: un terzo degli incidenti è dovuto a scarsa attenzione nella guida attribuibile a deficit di udito e vista. Ma il guaio non sta soltanto nel fatto che tanti automobilisti soffrono di carenze uditive: molti, ci dicono gli esperti, non ne sono consapevoli.


Il problema riguarda soprattutto chi ha superato i cinquant’anni: le capacità sensoriali si riducono con l’età. Infatti, l’udito normale percepisce i deboli suoni collocati fra 12,8 e 25 decibel, mentre per chi ha fra 55 e 65 anni serve un volume più forte: mediamente, fra 22,5 e 58 decibel. E a renderne difficile la distinzione dei vari suoni concorre l’inquinamento acustico delle città caotiche.

Ottenere la patente non è difficile.

Per conseguire la patente B (quella per guidare le automobili) si devono avere determinati requisiti sensoriali: ecco gli standard minimi previsti per l’udito e per la vista.

UDITO – Occorre sentire la voce di una normale conversazione a due metri di distanza per ciascun orecchio. Una capacità uditiva raggiungibile anche con protesi acustica (purché certificata dal produttore in data non anteriore a tre mesi). Non sono richiesti esami medici approfonditi per valutare la funzionalità uditiva del candidato guidatore. Per il rinnovo periodico della patente i criteri non cambiano: anche in tarda età, vale la regola dei due metri.

VISTA – Sono necessari dieci decimi complessivi, con un minimo di due decimi per l’occhio che vede meno, raggiungibili grazie a lenti correttive (la differenza fra le due lenti non dev’essere superiore a tre diottrie). Li si accerta con un esame che considera anche: campo visivo, senso cromatico, visione binoculare e notturna.

Sirene e rumori: il test in auto

Non ci sentite bene? Recatevi dal vostro medico: vi prescriverà una visita specialistica. Comunque, superata la cinquantina, è bene sottoporsi a un test audiometrico dall’otorino, da ripetere negli anni.

POTETE VERIFICARLO DA VOI
Per capire se c’è una diminuzione dell’udito, rispondete a queste domande: basta una risposta negativa per far scattare il campanello d’allarme.

Quando guidate un’automobile…

…e azionate gli indicatori di direzione, riuscite a sentire il ticchettìo?
…percepite distintamente i due suoni della sirena di un’ambulanza?
…distinguete le parole dei passeggeri, senza che debbano ripeterle?
…avvertite mai un senso di “ovattamento”, come foste in una bolla?

Fonte: www.alvolante.it

Esistono diversi livelli di calo dell’udito (ipoacusia). Per quanto riguarda la parziale sordità, ci sono due categorie.

1) Ipoacusia di trasmissione. Le cause sono numerose: traumi alla testa; processi infiammatori a carico dell’apparato di trasmissione dei suoni dall’orecchio esterno verso quello interno; presenza di corpi estranei nell’organo; otite; formazione eccessiva di cerume; esposizione a rumori forti. Non si verifica una diminuzione molto grave, perché il sistema di percezione resta integro.

2) Ipoacusia neurosensoriale. In genere, è dovuta a problemi dell’orecchio interno oppure del nervo acustico, che riducono la percezione di alcune frequenze: in questo modo, i suoni appaiono distorti. Tra le cause più frequenti ci sono l’esposizione prolungata a rumori molto forti e il generale invecchiamento dell’organismo.

- See more at: http://www.alvolante.it/da_sapere/udito_guida_auto#sthash.VugDfqtA.dpuf

Udito, così l'orecchio seleziona i suoni interessanti

 

Tutto dipende dalla membrana tectoria

 

La capacità dell’orecchio umano di concentrarsi solo sui suoni ritenuti interessanti si basa sulla struttura di una sottile membrana presente al suo interno. A svelarlo è una ricerca pubblicata sul Biophysical Journal da un gruppo di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e dell’Università del Sussex che potrebbe aprire la strada a nuove strategie per far fronte ai problemi di udito. La membrana in questione è la cosiddetta membrana tectoria, situata a livello dell’orecchio interno. La sua viscosità dipende dalla dimensione e dalla distribuzione dei pori presenti sulla sua superficie, ed è proprio su questa viscosità che si basa la capacità dell’orecchio di selezionare i suoni di interesse.

Studi condotti in passato dai ricercatori del Mit hanno dimostrato che gran parte della capacità di distinguere i suoni si basa sull’abilità nel riconoscere le diverse frequenze delle onde sonore. Da questo punto di vista la membrana tectoria è fondamentale perché permette la trasmissione delle onde che stimolano i recettori coinvolti nella loro percezione. Questo processo è indispensabile per discriminare i diversi suoni, ma è troppo rapido rispetto ai meccanismi nervosi coinvolti in questo fenomeno. La natura avrebbe però evoluto anche un altro sistema di tipo elettromeccanico, dipendente dalla viscosità della membrana, in grado di tenere il passo delle onde sonore.

Per scoprirlo i ricercatori hanno sfruttato l’esistenza di due varianti genetiche che portano alla formazione di pori più piccoli o più grandi rispetto alla norma. Ne è emerso che nei topi la dimensione che consente di combinare la capacità di discriminare le diverse frequenze e la sensibilità generale dell’udito è di 40 nanometri. Pori più larghi o più stretti rispetto a questa dimensione ottimale compromettono l’udito.

 Questa scoperta, spiega Roozbeh Ghaffari, coautore dello studio, “cambia radicalmente la visione che abbiamo di questa struttura. Le nuove scoperte – precisa l’esperto – dimostrano che la viscosità dei fluidi e i pori sono essenziali per le sue performance”. Secondo il ricercatore agire sulla membrana dei pori potrebbe permette di manipolare la sensibilità dell’udito e la capacità di distinguere diverse frequenze.

Fonte: salute24.ilsole24ore.com

Come ascoltare musica proteggendo l'udito

Più della metà dei musicisti adulti ha un deficit uditivo e circa il 20% della “generazione mp3” è affetto da ipoacusia. Gli esperti hanno stilato il “Piccolo Vademecum dei Decibel Sotto Controllo

Mantenere le giuste distanze dagli strumenti musicali più rumorosi, sottoporsi a una valutazione audiologica costante e indossare specifici otoprotettori per musicisti. Ma anche, non dimenticare – quando si ascolta musica – di regolare il volume del proprio mp3, concedersi delle pause di riposo acustico durante un concerto di più di 2 ore e non avvicinarsi troppo agli altoparlanti. Sono queste alcune raccomandazioni del “Piccolo Vademecum dei Decibel Sotto Controllo”, che mette in luce il legame tra la musica troppo forte o rumorosa e il rischio di provocare danni temporanei o permanenti all’udito. Un danno allo “strumento più prezioso” può infatti pregiudicare sia la capacità di fare musica, sia quella di ascoltarla, con gravi ripercussioni sulla qualità di vita individuale e di relazione. Non è un caso che – secondo una recente ricerca audiologica condotta in Nuova Zelanda – più della metà dei musicisti adulti abbia un deficit uditivo e che circa 1 adolescente su 5 sia affetto da ipoacusia, con una crescita – collegabile all’uso massiccio di mp3 e dispositivi indossabili per l’ascolto della musica – del 30% solo negli ultimi 15 anni.

“Il nostro udito è prezioso e bisognerebbe fare di tutto per mantenerlo in buone condizioni funzionali. Eppure l’esposizione a cui sono sottoposti musicisti, fonici e disc-jockey è sottovalutata quando si discute di lavoratori esposti a rumore. Per non parlare della miriade di musicisti non professionisti che, non disponendo di impianti adeguati, continuano a esporsi a ondate di decibel fuori controllo”.

Inoltre, si sta diffondendo in tutto il mondo un cattivo uso dei mezzi di riproduzione musicale: “Sempre più persone ascoltano la musica “outdoor”, direttamente dalle cuffiette del proprio mp3 o cellulare, con volume altissimo per mascherare, per esempio, il rumore del traffico o di un mezzo di trasporto, come succede quando si è in treno. Si possono così raggiungere e superare anche i 100 decibel, un rumore paragonabile al frastuono di un aeroplano al decollo. Tutto ciò può portare a un precoce deterioramento uditivo, come dimostrato da numerose ricerche clinico-epidemiologiche”.

Il livello sonoro di un’orchestra sinfonica a pieno regime si attesta intorno ai 110 decibel, ben superiore al rumore prodotto dal passaggio di una metropolitana (circa 90 decibel) o da un martello pneumatico (100 decibel a una distanza di 3 metri). Molti musicisti – indipendentemente dal genere suonato – sono così esposti al rischio di perdite uditive in occasione dei concerti, durante le prove di gruppo e negli studi di registrazione, dove fanno uso di cuffie e altoparlanti per lungo tempo. La storia della musica è infatti ricca di artisti di fama mondiale con problemi di udito, da Beethoven a Sting, da Phil Collins a Eric Clapton. Ecco perché in Olanda si è recentemente pensato di sperimentare l’uso delle protezioni uditive – per i musicisti e per il pubblico – durante un concerto e, grazie a un’iniziativa di sensibilizzazione la Gelders Fanfare Orkest ha dimostrato come l’uso di otoprotettori creati “su misura”, migliori la performance dell’orchestra e anche l’ascolto del pubblico.

PICCOLO VADEMECUM DEI DECIBEL SOTTO CONTROLLO – Per chi suona e per chi ascolta

8 consigli per salvaguardare il benessere dell’udito, lo strumento più prezioso.

PER CHI SUONA

1. Mantenere le distanze dagli strumenti più rumorosi. Ad esempio, è consigliabile posizionare gli strumenti a fiato – quando possibile – un metro al di sopra degli altri musicisti.

2. Sottoporsi a una valutazione audiologica costante per musicisti: non solo l’audiometria clinica di base, ma anche lo studio del campo dinamico e della tolleranza acustica, della risposta in frequenza globale dell’orecchio, della distorsione (se presente) e della funzione di discriminazione di frequenza (quest’ultima spesso primo segno di un iniziale deficit uditivo).

3. Indossare specifici protettori acustici per musicisti: esistono sistemi personalizzabili di attenuazione acustica, passivi o attivi come gli ear monitor.

4. Utilizzare sistemi di insonorizzazione ambientali.

PER CHI ASCOLTA

5. Regolare il volume del proprio mp3 o dispositivo per l’ascolto della musica (in modo da riuscire a sentire i suoni circostanti).

6. Non utilizzare le cuffiette per periodi prolungati.

7. Concedersi delle pause di riposo acustico durante un concerto dal vivo della durata di più di 2 ore.

8. Non avvicinarsi troppo agli altoparlanti.

Fonte: www.affaritaliani.it

Inaugurazione Otomed sede di Agropoli

samedayessays.org essay writing servicesamedayessays essay writing service